9 strategie per parlare con un figlio adolescente

parlare con un figlio adolescente

E’ possibile parlare con un figlio adolescente, e farlo in modo efficace.

Ed è anche facile, se sai come fare.

PER FAVORE NON RIDERE, NON STO SCHERZANDO!!!!!

Se sei la mamma di un/una teenager penserai che sono completamente matta, ma ti assicuro che anche io sono mamma di una vulcanica figlia quattordicenne che mi dà filo da torcere eppure sono talmente testarda che un modo per comunicare con lei l’ho trovato, e funziona alla grande!

Ora starai pensando: si ma mio figlio/mia figlia è diverso. Tu non immagini nemmeno cosa può arrivare a fare… Bla bla bla.

Ogni figlio è diverso, questo è sacrosanto.

Però questi “bla bla” suonano un po’ come scuse.

Ricordati che l’adulta sei tu: sta a te prendere l’iniziativa, escogitare sistemi e trovare il modo di fare breccia nel muro di gomma dei tuoi figli.

Inutile lamentarsi, che la lamentite non ti porterà mai ad ottenere nessun risultato.

Vuoi davvero parlare con un figlio adolescente? Questo è lo scenario da cui partiamo.

 

NON RICONOSO PIU’ MIO FIGLIO

 

Avere in casa un figlio adolescente è come andare al parco divertimenti, solo che non è chiaro se sei sulle montagne russe o nella casa degli orrori.

Cambia umore ogni 30 nano-secondi, è diventato improvvisamente riservato – baci e coccole sono un lontano ricordo e di chiacchiere in confidenza nemmeno l’ombra. Per non parlare poi di come è diventato scontroso, mi abbaia contro per ogni cosa, si oppone a tutto quello che dico. Con me non parla proprio più, preferisce confrontarsi e confidarsi con i suoi amici. Sembra che io sia diventata improvvisamente troppo vecchia, troppo noiosa, e quindi non posso capirlo. Questo non è mio figlio, non il mio bambino dolce e buono, non so più chi sia. Mi viene da piangere. Una cosa è certa, a casa è una guerra continua, non facciamo altro che beccarci o addirittura litigare. In breve, un vero e proprio incubo.

Mamma e figlio adolescente sono due mondi diversi, inutile girarci intorno. Il loro mondo per noi è un mistero totale, e ti assicuro che lo stesso vale per loro.

Abbiamo personalità diverse e vediamo le cose da punti di vista completamente diversi – a volte opposti. Questo non significa però che non sia possibile trovare un terreno comune dove incontrarsi e finalmente comunicare.

E’ possibile parlare con un figlio adolescente solo se sei disposta a fare tu il primo passo.

Metti da parte l’orgoglio e le questioni di principio, seppellisci l’ascia di guerra e riempi il cuore di tutto l’amore e la pazienza che hai.litigare con tuo figlio

Ti piace continuare a scontrarti contro tuo figlio? Litigare, a volte furiosamente? E subire il suo silenzio più agghiacciante e la chiusura totale? Non credo.

So che vuoi il meglio per tuo figlio e che ti senti in dovere di educarlo, ma educare non significa imporre con la forza, e non significa “comandare” dall’alto della tua esperienza di vita. Ma attenzione, educare non significa nemmeno lasciare che faccia quel che vuole senza regole né punti di riferimento. Nessuno dei due estremi ha senso.

Sia che tu decida per l’approccio militare che per quello ultra permissivo, mi dispiace comunicarti che non andrai molto lontano, avrai una vita infernale e soprattutto non otterrai il risultato che davvero desideri: dare a tuo figlio forti radici e grandi ali.

Ma allora, dirai tu adesso, cosa diavolo devo fare per comunicare veramente con mio figlio?

Per prima cosa devi fare di tutto, possibile ed impossibile, per stabilire un contatto onesto e profondo, una connessione autentica con tuo figlio.connettiti con tuo figlio

A qualunque costo, aggiungerei. Fallo prima possibile, non aspettare che si allontani definitamente da te.

Parlare con un figlio adolescente è una sfida con te stessa, ma quando arrivi in cima e vinci il premio è una comunicazione efficace – cuore a cuore.

Ho personalmente sperimentato 9 modi per instaurare un dialogo costruttivo con mia figlia adolescente: funzionano anche singolarmente, ma se nel tempo riesci a farli diventare una abitudine riuscirai a spermentare un dialogo profondo e costruttivo con tuo figlio anche tu.

Basta con le chiacchiere e vediamo insieme come fare per parlare con un figlio adolescente in modo efficace.

9 STRATEGIE PER PARLARE CON UN FIGLIO ADOLESCENTE

ascolta prima di parlare1 – CERCA DI CAPIRE PRIMA DI FARTI CAPIRE

Se desideri apertura e comprensione da parte di tuo figlio devi essere tu la prima ad essere aperta e comprensiva.

Normalmente quando ascoltiamo qualcuno (soprattutto se quel qualcuno è un figlio ed abbiamo la sensazione che stia per dirci qualcosa che non ci piace) abbiamo la tendenza a non ascoltare con attenzione, ma a concentrarci unicamente sulla risposta che daremo o comunque sulla nostra opinione.

Ora devi sforzarti ed imparare a fare l’opposto. Innanzitutto stai zitta e ascolta. Ascolta senza pensare a cosa rispondere. Ascolta senza giudicare.

Quando tuo figlio non ti parla tu devi comunque osservare quello che sta facendo con attenzione, ma senza intervenire. Non partire in quarta con la tua opinione non richiesta o con rimproveri. Anche se tu hai ragione da vendere, intervenire farlo a gamba tesa senza ascoltare è irrispettoso.

Se vuoi insegnare rispetto a tuo figlio deve essere la prima a rispettarlo.

Si insegna con i gesti e non con le parole, ricordalo.

Dopo aver ascoltato senza pregiudizi, cerca di metterti nei panni di tuo figlio e fagli capire che comprendi la situazione. Diglielo apertamente e chiaramente che capisci il suo bisogno/desiderio/difficoltà. Capire non vuol dire pensare nello stesso modo, ma  immaginare come l’altra persona vede le cose e vive le situazioni è un atto di grande intelligenza emotiva.

Se il suo punto di vista non fosse chiaro invitalo con interesse sincero a spiegarti ciò che pensa.

Quando avrai compreso ed espresso solidarietà potrai anche proporre soluzioni alternative o compromessi.

A quel punto tuo figlio dovrebbe essere un po’ più ricettivo alle tue parole, e per lo meno avrai evitato che si mettesse subito sulla difensiva rendendo impossibile qualsiasi tipo di dialogo.

Se questo diventerà il tuo modo quotidiano di dialogare, tuo figlio pian piano si ammordibirà e si fiderà di te molto più di prima.

mantieni la calma 2 – LA CALMA PRIMA DI TUTTO

Qualunque sia la gravità dell’argomento da discutere, non avviare mai un confronto con tuo figlio se non siete entrambi calmi; lascia sfuriare il momento “no” ed i nervosismi, sia tuoi che di tuo figlio.

Discutere quando si è arrabbiati non conduce da nessuna parte ma serve solo come inutile se non dannoso sfogo personale. Altamente sconsigliato farsi trascinare dalla rabbia in questi casi.

Poi considera che per te potrebbe essere relativamente più facile che non per un adolescente controllare le proprie emozioni; la vita ci ha allenato alla diplomazia per sopravvivere, soprattutto nel mondo del lavoro, ma un giovane non ha ancora imparato.

Dagli tempo e prendi tempo. Si parla con calma un’altra volta, ok?

offesa3 – NON PRENDERLA SUL PERSONALE

Chiariamo subito che tuo figlio non sta cercando di ferirti o contraddirti di proposito, è solo un adolescente che sta cercando con fatica la sua strada.

Quello che fa o quello che pensa potrebbero non piacerti, questo è vero. Le sue scelte potrebbero essere quantomeno discutibili. La sua inesperienza, unita al suo incontrollato desiderio di trovare una propria identità, spesso sono cattive consigliere: tu pensi di essere stata migliore alla sua età?

Quello che è importante per te è non farti soffocare dalle emozioni negative di rabbia o frustrazione. Mantieni la calma sempre. Tuo figlio ti vuole ancora bene, ma in questo momento ha altro a cui pensare.

Ricorda che sei una mamma, devi essere una guida, un punto di riferimento solido ed affidabile.

Lasciarsi trascinare dalle emozioni ti farà precipitare in un vortice fuori controllo che non farà bene a nessuno.

Facile? Non credo proprio. Saper controllare le proprie reazioni è una delle cose più difficili da fare. Dovrai impegnarti molto.

qui comando io4 – PARLA CON TUO FIGLIO, NON A TUO FIGLIO

Tuo figlio non è stupido, è solo giovane ed inesperto e spesso si lascia trascinare dagli impulsi del momento: difficilmente fa scelte razionali calcolate a tavolino.

Chiaramente tu hai di gran lunga maggiori strumenti di comprensione e più esperienza ma questo non ti autorizza a puntare i piedi solo per il fatto che sei la mamma.

“Qui comando io” è una sconfitta dell’intelligenza e del tuo ruolo educativo.

Non sei un colonnello che deve guidare un battaglione ma una mamma che deve guidare e mostrare la strada, lasciando che tuo figlio costruisca un suo personale percorso.

Darai delle regole di base, diciamo che delimiterai i confini esterni per  garantire la sicurezza ed il rispetto di alcuni principi etici di base. Il resto si costruisce con il tempo e la collaborazione.

I dittatori per un periodo possono anche detenere il controllo, ma prima o poi arriverà una rivoluzione a sbalzarli via dal loro ruolo.

interrogatorio5 – NON FARE INTERROGATORI

Parlare non significa sottoporre tuo figlio ad un dettagliato interrogatorio dai toni inquisitori.

A nessuno piace essere messo al microscopio, l’unico risultato che otterresti è una chiusura ermetica. Come biasimarlo?

Se ha voglia di parlare con te lo farà. Prima devi costruire la fiducia, ricordi?

includere non escludere6 – CHIEDI LA SUA OPINIONE

Se vuoi che tuo figlio sviluppi un senso di sé e fiducia nelle sue capacità devi dimostrare tu per prima di tenere in considerazione il suo punto di vista e di avere fiducia, nonostante la sua giovane età e nonostante gli eventuali errori.

Chiedi la sua opinione sulle questioni in cui è coinvolto, chiedigli di proporti soluzioni ai problemi che vi trovate ad affrontare, ma soprattutto non aggredirlo o accusarlo.

Lascialo sbagliare, se necessario, rimanendo un passo indietro. Dopo però non dire quella terribile frase “te lo avevo detto”.

Sbagliando si impara, e devi fare in modo che lui abbia la possibilità di sperimentare, impegnarsi, fallire e rialzarsi.

Il tuo compito sarà quello di non farlo sentire sbagliato o perdente, incoraggiandolo ogni volta.

Incentiva la sua autonomia, lascia che se la cavi da solo e che dimostri a se stesso di potercela fare alla grande.

Preoccupati sempre di stimolarlo a riflettere con senso critico, a valutare pro e contro delle situazioni e a prendere decisioni sensate.

Il tuo compito è lasciare crescere tuo figlio ed allenarlo a pensare con la sua testa in modo costruttivo, fidandosi delle sue capacità.

E’ importante che tu lo accompagni in questo percorso verso l’autonomia con delicatezza, senza essere invadente.

Stimolandolo continuamente in questo senso lo aiuterai a sviluppare il cosiddetto pensiero laterale, un bel po’ di buon senso ed una dose sufficiente di autostima.

Ti costerà a volte un po’ di sforzo, ma stavolta il gioco vale la candela.

non vivere la sua vita7 – NON VIVERE LA SUA VITA

Noi mamme sappiamo essere un tantino invadenti, ed alcune (molte direi) hanno la tendenza a considerare i figli delle loro proprietà, delle loro estensioni o semplicemente una seconda possibilità nella vita. Beh, scordatelo!

Tuo figlio non è roba tua. E’ una persona quindi ha una sua individualità che va rispettata con rigore.

Non sognarti nemmeno di manipolare la sua vita solo per soddisfare i tuoi bisogni e le tue insicurezze.

Non solo non è giusto, ma è anche particolarmente pericoloso quando poi tuo figlio  arriverà nell’età in cui cerca di affermare il suo essere individuo diverso dalla famiglia di origine, con cui non vive – e non deve vivere – più in simbiosi.

Questo si riflette nel vostro modo di comunicare; se il tuo messaggio soto sotto è manipolatorio otterrai automaticamente una ribellione.

Inizia a trattare tuo figlio come una persona degna del tuo rispetto e questo si rifletterà magicamente nel vostro modo di interagire.

il momento giusto8 – IL MOMENTO GIUSTO

Non c’è un momento giusto in assoluto per avviare una conversazione efficace; la verità è che il momento giusto non si può affatto pianificare, anzi di solito spunta fuori nelle situazioni più inaspettate.

Potrebbe accadere mentre stai preparando la cena, quando stai per andarti a fare una doccia dopo una lunga giornata di lavoro o mentre stai accompagnando tuo figlio a fare sport.

In qualunque situazione ti trovi, se percepisci una minima intenzione di parlare o un umore particolarmente favorevole DEVI SMETTERE DI FARE QUELLO CHE STAI FACENDO e dare attenzione solamente a tuo figlio.

Lo so che vai di corsa, a chi lo dici, però è l’unico modo per cogliere l’attimo fuggente.

Se dimostrerai che parlare con tuo figlio è più importante di tutte le altre faccende (e lo è per te, vero?) alla lunga non potrà non accorgersene e non apprezzarlo – anche se non te lo dirà mai per non darti soddisfazione!

chiedere scusa9 – CHIEDI SCUSA

Eh si cara mamma. Non sei perfetta. Nessuno lo è.

Dai a tuo figlio una lezione di grandezza chiedendo scusa quando sbagli.

Imparerà nel tempo che chiedere scusa non è un’azione negativa ma è frutto di una grande forza interiore e di un cuore ancora più grande.

Inoltre imparerà a fidarsi di te un pochino di più perché saprà che non farai del tutto per far valere le tue ragioni o imporre il tuo pensiero.

Una mamma che ammette di essere umana e chiede scusa insegna a suo figlio a fare altrettanto quando è lui a sbagliare.

Scendi dal piedistallo e cammina a fianco a lui (o lei), guidalo come un faro fa con le navi nelle notti di nebbia.

Inizia ad applicare queste strategie ogni singolo giorno, e se all’inizio non raccoglierai frutti non scoraggiarti: ogni figlio ha i suoi tempi.

Sono certa che con il tempo e tanto amore troverai anche tu la chiave per aprire il suo cuore.

Fammi sapere com’è andata nei commenti, e magari aiuta altre mamme raccontandoci la tua esperienza e le tue strategie per parlare con un figlio adolescente.

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