Lettera ad una mamma che ha sempre lavorato

lettera ad una mamma che ha sempre lavorato

Cara mamma,

non dimenticherò mai una frase che dicesti, con gli occhi lucidi, quando sono diventata madre anche io: “Il mio più grande rimpianto è quello di non aver giocato di più con te quando eri una bambina”.

Solo allora ho capito che essere mamma e lavorare deve stato duro per te, soprattutto in un tempo in cui la mamma che lavorava era bombardata dai sensi di colpa, perché si pensava (e purtroppo si pensa ancora oggi) che una brava mamma è colei che si immola come una vittima sacrificale sull’altare della famiglia, rinunciando completamente a qualsiasi altra forma di realizzazione personale.

Oggi capisco che la tua generazione è stata portatrice di un cambiamento epocale, quello che ha visto noi donne uscire dal nostro ruolo di mogli e madri per assumerne uno ben più grande ed oneroso nella società.

Deve essere stato difficile fronteggiare il senso di colpa e di inadeguatezza, frecce velenose scagliate dall’ottusità di una società che a priori rifiuta il cambiamento.

Nelle tue parole e nei tuoi ricordi c’è malinconia, e forse ancora oggi ti stai chiedendo se hai fatto la scelta giusta.

Cara mamma adesso che sono una mamma anche io, te lo posso dire con assoluta certezza: si hai fatto la scelta giusta. Sono felice di essere la figlia di una mamma che ha sempre lavorato.

Hai paura di non avermi dato abbastanza, ma in realtà sappi che io non ho mai sentito la tua mancanza né quella di papà. Per me ci siete sempre stati, ed io non mi sono mai sentita sola. Né quando ero una bambina né dopo.

Tu e papà siete sempre stati un punto di riferimento incrollabile, e negli anni avete costruito con me un rapporto così solido che da tempo ormai vi considero le uniche persone di cui potermi fidare ciecamente.

Hai paura di non aver passato abbastanza tempo con me, ma i miei ricordi dicono il contrario. Ho così tanti meravigliosi ricordi dei momenti trascorsi insieme… sono ricordi incancellabili che riempiono il mio cuore d’amore.

Come posso dimenticare il profumo del roast-beef la domenica mattina, le scampagnate ed i picnic nel weekend con zii e cugini, oppure le serate a casa nostra con la musica a palla e tanta voglia di divertirsi!

Ma i ricordi più indelebili, quelli che sono marchiati a fuoco nel mio cuore, sono quelli delle nostre vacanze.

Non vi ringrazierò mai abbastanza per avermi dato l’incredibile opportunità di viaggiare da sempre in tutti i luoghi possibili, in tutti i modi possibili. Viaggiare con la sana curiosità di conoscere e capire altre culture, altre persone, altri modi di vivere. I nostri viaggi mi hanno dato modo di aprire il mio cuore a nuove emozioni e la mia mente a nuove riflessioni.

Solo adesso ricordo e capisco quando non ti compravi mai un vestito nuovo né una borsa firmata, e risparmiavi solo per permetterci quelle vacanze meravigliose. Ora so che solo grazie al tuo lavoro mamma, ed ai tuoi sacrifici, abbiamo avuto questa opportunità – e questa opportunità mi ha cambiato la vita in meglio.

E poi come non amare quelle estati in campeggio, uniti come una squadra a piantare la tenda, cucinare sul fornelletto da campeggio, montare il tavolino ed infine addormentarsi felici con un bicchierino di vino dolce a chiudere la giornata? Non mi sono mai sentita tanto vicina a voi quanto in quei momenti!

Adesso lo sai mamma, ho amato ogni singolo momento trascorso insieme e non potrò mai ringraziarti abbastanza per queste incredibili esperienze.

Hai paura di avermi trascurata, di non avermi dimostrato sufficientemente il tuo amore, ma mai nella mia vita ho dubitato di essere amata, nemmeno per un istante.

Voi mi avete dato molto di più di quello che potevate, avete dedicato tutta la vostra vita ad insegnarmi a volare in alto. Quale forma di amore più grande di questa?

In modo particolare tu mamma per me sei stata un esempio. Lavoravi in ufficio, facevi tanto a casa, eppure riuscivi ad essere una mamma per me.

Cucinavi la torta con le noci – te la ricordi? – e preparavi la lasagna e le melanzane alla parmigiana, gli arrosti e le patate al forno, la mozzarella in carrozza e la paella. No, a casa nostra non mancava mai da mangiare! Ed io mi chiedevo come diavolo riuscissi a fare sempre tutto, e bene.

Lo sai cosa mi ha insegnato tutto questo? Che si può essere mamma e donna. Che si può lavorare ed avere una casa meravigliosamente curata che trabocca di amore. E poi io ti vedevo così figa, la mattina presto già vestita di tutto punto, pronta per i tuoi successi in ufficio, a me sembravi un super-eroe. Non te l’ho mai detto ma io ero orgogliosa della mia mamma che lavorava, nella mia mente tu eri talmente brava che in ufficio senza di te sarebbero stati persi!

Grazie a te non ho mai considerato la donna una geisha, una schiava del suo padrone, ma una persona con gli stessi diritti di chiunque altro. Sono cresciuta accanto ad una donna indipendente, che era perfettamente in grado di cavarsela da sola, che gestiva la contabilità di casa, che con la macchina mi accompagnava ovunque senza paura, che organizzava tutto con precisione e (solo apparentemente) senza sforzo. In questo modo ho visto con i miei occhi ed ho imparato che la donna ha il suo posto nel mondo, e che ha tutto il diritto di rivendicarlo.

Ho visto te e papà collaborare alla buona riuscita della nostra vita familiare, e questo mi ha insegnato che aiutarsi è normale in una famiglia. Mi ha insegnato che quattro mani fanno prima di due e che non ci sono lavori da uomo e lavori da donna in casa. La nostra famiglia era una squadra, e questo spirito di uguaglianza e collaborazione in famiglia non mi ha mai abbandonato.

Hai paura di non essere stata abbastanza, ma tu per me eri più di quanto potessi chiedere. Nonostante tutte le cose che avevi da fare avevi sempre tempo per parlare con me… a tavola la sera era il nostro momento. Parlavamo di tutto, commentavamo le notizie di cronaca o gli episodi capitati in ufficio e a scuola. Perfino quando ero adolescente e mi ribellavo, dentro di me ero tranquilla perché sapevo che eravate lì per aiutarmi. Non ero sempre d’accordo con voi ma non mi sono mai sentita abbandonata.

Cara mamma, nonostante tu lavorassi io non mi sono mai drogata, non ho mai fatto nulla di cui pentirmi (tranne sposare l’uomo sbagliato, ma questo non è colpa tua!), non ho mai smarrito la strada, e tutto ciò grazie ai valori che mi avete trasmesso tu e papà.

Ti dirò di più, non solo non ho fatto cazzate, anzi ….. Mamma, io ho avuto una vita piena. Non perfetta, ma piena. Piena di amici, piena di gioia, e piena di sbagli da cui mi sono rialzata più forte di prima.

Non voglio dire che se fossi stata una casalinga non saresti stata ugualmente un’ottima madre, ma saresti probabilmente stata come le mamme casalinghe delle mie amiche: noiose e invadenti, ma non per questo più presenti. Non le ho mai invidiate le mie amiche, perché tu mi spingevi ad essere indipendente e a crescere, mentre le loro mamme mettevano bocca su tutto sperando che le loro figlie rimanessero a vita delle loro appendici. Oggi capisco che quelle mamme non avevano altro che le loro figlie, ma allora non lo capivo. E mi davano fastidio.

Oggi che sei nonna puoi vedere con i tuoi occhi che una mamma che lavora può tranquillamente avere figli felici e sereni: io sono felice e serena oggi come lo ero ieri. E questa felicità e questa serenità sono le stesse che sto portando nella vita di mia figlia, mostrandole che si può essere donna e mamma e che l’una cosa non esclude l’altra.

Mi commuovo oggi ripensando a quanto importante sia stato per me averti come madre: non ti ringrazierò mai abbastanza per aver arricchito la mia vita con tanti meravigliosi stimoli, per avermi amata incondizionatamente, per avermi coraggiosamente lasciato vivere la mia vita.

Oggi puoi finalmente rilassarti e prenderti più tempo per te stessa: il tuo obiettivo è pienamente raggiunto – la tua famiglia è unita e felice – adesso è ora di prenderti cura di te. Ed io ti darò una mano.

Grazie mamma.

 

Firmato: la figlia di una mamma che ha sempre lavorato.

2 commenti
  1. raffaella
    raffaella dice:

    bellissima lettera!!!!
    una mamma che lavora insegna ai propri figli e soprattutto alle proprie figlie l’indipendenza da chiunque…la possibilità di contare sempre sulle proprie forze.

    Rispondi

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